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Dopo gli anni dei cammini, dei borghi e del cibo, il 2019 è l’anno del turismo lento.

Dopo gli anni dei cammini, dei borghi e del cibo, il 2019 è l’anno del turismo lento.

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24/06/2019



L’anno dello Slow Tourism in Italia rappresenta un’opportunità da cogliere senza indugio per “voltare pagina” in maniera sostenibile.

2016 Anno nazionale dei cammini, 2017 anno dei Borghi, 2018 anno del cibo, 2019 anno dello slow tourism, un turismo rispettoso dell'ambiente e dei territori che si attraversano.


Il tema di quest'anno non è solo un mero concetto astratto ma è inquadrato a livello legislativo dall'articolo 6 della legge 158 del 2017, la legge che tutela i piccoli comuni.


I cammini d'Italia.

Il progetto, partito nel 2017 con l'allora ministro Franceschini, pone al suo interno due importanti azioni per la valorizzazione del territorio: il primo è l'Atlante dei Cammini d'Italia, il portale dedicato a tutti coloro che vogliono attraversare il Bel Paese a piedi, in bicicletta o a cavallo. Si va dai cammini più famosi, come la via Francigena o la via Appia, a quelli meno noti al grande pubblico come il Cammino di Dante e quello dei Briganti (in Aspromonte). Tutti volti a valorizzare il patrimonio culturale, naturalistico, storico e religioso dello Stivale.


Ferrovie dimenticate e treni storici.


La seconda azione prevista è stata realizzata grazie a Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana con l'Atlante delle ferrovie dismesse. L'intento è stato quello di voler mettere a disposizione dei viaggiatori innanzitutto un censimento dei tracciati ferroviari dismessi (circa 1300 chilometri), con la loro storia, per poi approfondire le aree circostanti con indicazioni naturalistiche, storiche, culturali che possano portare a una fruizione turistica.


Agganciato al tema delle ferrovie dimenticate c'è un altro tema che contribuisce allo slow tourism: i treni storici che, a scopo ormai turistico, attraversano luoghi di grande fascino.

La “Transiberiana d'Italia”, che si inerpica sulla Maiella, è forse il più famoso, ma ce ne sono molti altri, dal nord al sud del Paese. In questi nuovi modi di viaggiare (che poi tanto “nuovi” non sono) c'è un diverso modo di intendere una vacanza, che porta alla voglia di scoprire le bellezze italiche senza correre, prendendosi i propri tempi per ritrovare l'armonia con il mondo e l'armonia con sé stessi.


Che sia a piedi, a cavallo, in bicicletta o in treno, viaggiare “slow”, inoltre, porta a soggiornare in Bed and Breakfast, fattorie didattiche e alberghi diffusi valorizzando gli operatori locali scoprendo cibi tradizionali e a chilometro zero.

Nel 2017, l'allora ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini illustrava che “questo progetto sarà un modo per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative: dai treni storici ad alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo”.
Continuiamo a crederci, la strada è quella giusta!