fb

Estate 2020: nuovi turisti per nuovi turismi.

I cambiamenti di scenario vedranno l’affermazione di un modo di fare turismo più green ed esperienziale che ben si concilia con il turismo di prossimità.

Estate 2020: nuovi turisti per nuovi turismi.

Blog

08/06/2020



Nell'attuale fase della pandemia si parla di “convivenza con il Covid-19” e molto di turismo. Siamo alle porte dell'estate e il settore turistico, con tutte le difficoltà del caso e con alcune incognite, si sta rialzando in piedi per affrontare la stagione delle vacanze.
Intanto il governo italiano dal 3 giugno ha aperto i confini interni fra le regioni e le frontiere ai paesi dell'area Schengen per poter accogliere i turisti dagli altri paesi europei senza lo scoglio della quarantena. All'inverso, altri paesi europei risultano più cauti nel prendere impegni sulle date della riapertura delle proprie frontiere in particolar modo verso i cittadini provenienti da nazioni come l'Italia.
Sembrerebbe che i nodi di questo atteggiamento prudenziale siano destinati a sciogliersi gradualmente e in tempi brevi, ma la mancanza di certezze e talune decisioni risultate irritanti - come quella presa dalla Grecia di aprire i confini e lo scalo internazionale della capitale senza necessità di quarantena dal 15 giugno escludendo i cittadini provenienti da Italia, Spagna, Francia, Regno Unito e Stati Uniti - rende complessa ogni proiezione per la prossima estate rispetto a quelli che potranno essere gli indici di presenza dei turisti provenienti dai paesi esteri. Anche la riapertura ai paesi extraeuropei presenta diverse incognite al momento su tempi e modalità anche in considerazione delle valutazioni che andranno fatte più avanti sulla situazione epidemiologica di ciascun paese.
Gli esperti prevedono che la flessione delle presenze internazionali potrà penalizzare in Italia le località balneari e le città d'arte che tradizionalmente calamitano la maggior parte del turisti provenienti dall'estero. Ma per comprendere appieno i nuovi assetti occorrerà attendere la fine della stagione estiva quando sarà possibile estrarre i dati relativi alla effettiva provenienza geografica dei nuovi flussi probabilmente condizionati dalle scelte dell'ultima ora dei governi e dalla componente emotiva dei viaggiatori.

È possibile che i territori si trovino a dover accogliere non solo nuove categorie di turisti ma a fare i conti con nuovi “turismi” derivanti in parte dalle propensioni dei viaggiatori, in parte dalla paura del virus. La scelta di trascorrere le vacanze in luoghi poco affollati o di viaggiare con mezzi propri per evitare il trasporto collettivo (treni, aerei e navi), spesso indispensabili per raggiungere le mete più distanti, potrà far spostare l'ago della bilancia.
Rispetto alla possibilità di cambi di rotta, molti luoghi paesaggisticamente attrattivi di cui è ricco il nostro paese, non ancora attrezzati per essere "destinazioni turistiche" - località montane, borghi marini, laghi, centri rurali, antichi paesini dell'entroterra -, potranno essere interessati da nuove opportunità di sviluppo generate anche dal cosiddetto turismo di prossimità. Gli Italiani molto probabilmente - lo si vede già in questi primi weekend caldi -  non rinunceranno al mare, ma certo la necessità di rivedere le regole della convivenza in termini più restrittivi, potrebbe essere un deterrente per il bacino degli indecisi per i quali non risulta così fondamentale la vacanza balneare.
Gli Italiani, dunque, per più di una ragione cominciano a prendere considerazione la possibilità di sperimentare nuovi tipi di turismo, più naturalistici e sostenibili, che consentono non solo di fare attività esperienziali a diretto contatto con la natura, ma anche di vivere il territori in modo più autentico, anche rispetto al rapporto con le comunità locali. È evidente che il sovraffollamento turistico che ha sempre interessato le città d'arte e le coste italiane abbia portato con sé fenomeni di sfruttamento dei territori, un logorio progressivo destinato spesso a trasformarsi in degrado cronico con ricadute gravi per l'ambiente e la qualità della vita delle stesse comunità dei residenti.

Per quanto riguarda il turismo tematico, per sua natura esperienziale, negli ultimi anni si sono delineati diversi filoni interessanti che fanno ritenere il potenziale in termini di sviluppo piuttosto elevato. Si pensi al turismo enogastronomico, escursionistico, alle infinite declinazioni di quello culturale, alla nicchia del cineturismo che sta interessando sempre più territori. Gli Italiani, ma anche molti turisti stranieri che negli ultimi anni hanno cominciato ad apprezzare un turismo di riscoperta dei territori costruito sulle direttrici delle proprie passioni – natura, paesaggio, arte e architettura, storia, tradizioni, mobilità dolce, enogastronomia– nell'estate 2020 saranno accolti dalle tante “piccole patrie” –per mutuare un termine introdotto da SIMTUR in tema di valorizzazione dei fattori identitari dei territori– di cui è ricco il nostro Paese.
Si sta dunque diffondendo una concezione del turismo più green e autentica in cui l'uomo e l'ambiente sono entrambi oggetto di riscoperta. In questa nuova ottica i territori dovranno commisurare la propria crescita economica con piani di sviluppo sostenibile.

Marina Ricci - Redazione ACT