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Innovare nel turismo: creativi digitali.

Il turismo aspira a diventare responsabile, sostenibile e accessibile e necessita di nuovi profili specialistici. ACT anticipa gli scenari e prepara i giovani alle nuove professioni.

Innovare nel turismo: creativi digitali.

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21/08/2020



La pandemia e le misure di lockdown hanno indotto il mondo del turismo ad accelerare la propria riflessione sui modelli adottati fino ad oggi. In questo quadro le linee guida dell'agenzia delle Nazioni Unite, l'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) che già da prima promuoveva un turismo responsabile, sostenibile e accessibile, appaiono non più soltanto un faro, ma anche un monito rispetto ai rischi derivanti dai modelli di sfruttamento selvaggio delle destinazioni turistiche.

Ma trascurando per un momento le degenerazioni del turismo di massa che hanno imperversato per decenni nel nostro Paese mortificando territori e residenti, il turismo rurale che ha invece segnato il 2020, ha evidenziato la necessità di un approccio più evoluto nell'applicazione dei modelli propri del turismo esperienziale. I viaggiatori richiedono esperienze immersive e totalizzanti, e si aspettano di conoscere le comunità ospitanti dal di dentro. Nell'offerta di viaggio il concetto di meta turistica si arricchisce delle esperienze possibili e dei diversi tematismi che connotano un territorio rispetto a un altro. Ma perché una località geografica diventi destinazione turistica occorre mappare e sistematizzare quelli che possono essere o diventare attrattori turistici per poi renderli performanti in una logica di marketing territoriale.

Lo sviluppo di una progettualità virtuosa destinata a interessare le innumerevoli aree del Paese considerate “marginali” solo perché fuori dalle rotte del turismo tradizionale ma potenzialmente ricche di opportunità dal punto di vista dell'esperienzialità, può rappresentare oggi il valido contraltare allo sfruttamento dei territori a fini turistici e arricchisce il viaggiare di contenuti culturali che favoriscono la crescita umana e il bagaglio delle esperienze in grado di arricchire lo spirito.

La UNWTO considera già da anni il turismo uno dei principali driver della sostenibilità e come dimostrano molte rilevazioni antecedenti alla pandemia le nostre società erano già interessate da una profonda trasformazione delle sensibilità e di mentalità che vedeva nei Millenials i principali attori sul fronte della sostenibilità e della salubrità dei cibi, ad esempio. I dati sul turismo enogastronomico, emblematico quando si parla di turismo esperienziale, dimostrano che i viaggiatori anelano fortemente a questo tipo di esperienza e alla sua condivisione.
I dati raccolti nel Rapporto sul Turismo enogastronomico Italiano 2020 di Roberta Garibaldi mostrano come oggi la componente dell'enogastronomia nel turismo abbia assunto una rilevanza tale da essere considerata come uno degli elementi cardine del viaggio.
La stessa Roberta Garibaldi evidenzia che “l'enogastronomia nel turismo non si limita più esclusivamente all'acquisto di prodotti locali o il mangiare piatti tipici, ma si allarga andando a comprendere le visite ai luoghi di produzioni – quali aziende vitivinicole, birrifici, frantoi, caseifici, pastifici… –, il recarsi in ristoranti gourmet e storici, acquistare cibo presso food truck, partecipare a cooking class, food tour ed eventi a tema cibo, vino, birra... Una pluralità di esperienze in cui il coinvolgimento dei sensi è qualificante, attraverso cui fruire del patrimonio culturale del luogo in modo attivo e coinvolgente arricchendosi di valore nella condivisione”.

“Le prime analisi condotte negli Stati Uniti d'America e in Canada – si legge nel primo dei tre volumi dell'edizione 2020 del Rapporto – avevano evidenziato una forte crescita della platea di interessati: se nel 2007 il 17 % dei turisti aveva partecipato ad esperienze a tema enogastronomico nel corso dei viaggi (TIA & Edge, 2007), questo valore era salito al 77% nel 2013 (Mandala Research, 2013”.
Oggi tali esperienze - continua il Rapporto - sono ormai patrimonio comune, con la quasi totalità dei turisti che vi prende parte quando viaggia (94%). Secondo il presente rapporto, Il 71% dei turisti di Francia, Regno Unito, Canada, Stati Uniti d'America, Messico e Cina intraprende un viaggio per vivere esperienze enogastronomiche memorabili, mentre il 59% dichiara che le esperienze a tema li aiutano a scegliere tra più destinazioni. Questo trend di crescita si ravvisa anche nel nostro Paese: le vendite del prodotto enogastronomico da parte dei Tour Operator dei principali incoming italiano hanno evidenziato un forte aumento nella stagione estiva 2019 (ENIT, 2019)”. Il Rapporto è stato scritto prima della pandemia e fotografa trend e tendenze antecedenti a essa, ma ciò non toglie alcun valore alla centralità dell'esperienza nel viaggio in prospettiva così come emerge dai dati documentati.

Grazie a questa consapevolezza, dunque, gli operatori oggi si rapportano con nuove nicchie di mercato ancora da esplorare, microtarget che presentano connotati ben precisi e che hanno il potere intrinseco di spostare gli indicatori delle economie locali.
Ma l'estate 2020 che verrà ricordata anche per aver catapultato gli Italiani verso il turismo di prossimità, ha trovato molti operatori impreparati nel saper cogliere e gestire quella che poteva rappresentare una importante opportunità di sviluppo. Al di là del sensazionalismo da sold out ferragostano cui ha contribuito la stanzialità degli Italiani in Italia, la partita è ancora tutta da giocare. Se molti viaggiatori hanno visto schiudersi nuovi orizzonti grazie a positive esperienze di prossimità, molti altri sono tornati a casa delusi per il livello di impreparazione degli operatori ancora non allineati a standard qualitativi accettabili in grado di rendere l'offerta di un territorio appetibile pur senza snaturare – anzi valorizzandole - cultura e identità delle piccole comunità.

Non può bastare la pandemia a rendere attrattivo il turismo di prossimità che rischia di trasformarsi in una bolla mediatica, un ripiego deludente o, peggio, in un “tormentone” in bocca ai politici.
Se vogliamo dare ai piccoli comuni e ai borghi l'opportunità che meritano in considerazione delle meraviglie intrinseche che li rendono unici fra natura, paesaggio, arte, storia, enogastronomia etc., occorre introdurre un approccio al turismo più evoluto, professionalizzare le risorse che vi operano, puntare su giovani dalla preparazione certificata da enti formativi d'eccellenza in grado di dare nuova linfa alle imprese, riqualificare l'offerta nel suo insieme, riorganizzare complessivamente le economie locali mettendo a sistema le leve d'eccellenza e i punti di forza e lavorando per contro sui punti di debolezza.

I territori possono e devono essere ripensati in senso turistico avendo come obiettivo di fondo la crescita programmatica e sistemica ma soprattutto lo sviluppo sostenibile. La riqualificazione sostenibile di un territorio è destinata infatti a portare benefici sia ai cittadini residenti che a quelli “temporanei”.

Rispetto ad altri paesi europei, in Italia la flessione del virus ha coinciso in larga parte con il periodo estivo fatta eccezione per la coda dell'estate che sta registrando una risalita dei contagi che ha portato infatti lo scorso 17 agosto alla chiusura delle discoteche. Ciononostante il sold out, escludendo le città d'arte penalizzate fortemente dall'assenza dei turisti stranieri, si estende fino al termine di agosto. A fronte di molte imprese che non sono riuscite ad “arrancare” fino all'estate, molte altre sono riuscite a evitare la chiusura e traghettare i propri esercizi verso un “oltre” ancora non ben definito. I dati attuali sul virus ammoniscono però che bisogna cominciare a conviverci nel lungo periodo fra alti e bassi e che non è finita finché non è finita. L'assenza massiccia degli stranieri ha modificato gli equilibri a discapito delle città d'arte - tradizionalmente affollate di questi tempi -, a vantaggio del turismo balneare e dei borghi che ha visto una massiccia presenza di Italiani ricomprendendo anche quelli che solitamente viaggiano all'estero in estate. A queste rimodulazioni, il turismo sta rispondendo intercettando le misure messe in campo dal governo per sostenere le imprese, avvalendosi di strumenti di finanza agevolata, attuando tutta la flessibilità necessaria per rispondere a una crisi epocale.

Ma tutto questo lo sta facendo al livello di preparazione che aveva all'insorgere della pandemia e possiamo dire in realtà che il settore su larga scale non era pronto ad adottare modelli di business sostenibili e responsabili. Oggi i nuovi trend impongono il cambiamento verso la valorizzazione dei territori, cosa che può avvenire solamente con il rendere “diffusa” una nuova cultura del turismo, certamente più responsabile e in grado di generare opportunità anche per le economie locali.

Naturalmente le politiche devono incentivare questi processi volti allo sviluppo imprenditoriale, ma la formazione nel processo di riqualificazione del settore dovrebbe essere posta fra le priorità del governo centrale e delle amministrazioni locali proprio perché propedeutica al rilancio del settore e la riformulazione dei modelli imprenditoriali legati allo sviluppo.
Partendo dalla considerazione che il turismo, pur in recessione, non si è fermato, ma sta cambiando i suoi connotati, occorre infatti preparare una nuova generazione di esperti in grado di affrontare un mondo che è profondamente cambiato dopo la comparsa del Covid-19. Puntare su giovani di talento e preparati adeguatamente per affrontare nuove sfide, significa garantire al settore una nuova linfa.
La creatività e la vocazione all'innovazione e a governare le nuove tecnologie digitali che i giovani hanno, possono alimentare il settore di energie in grado di supportare la grande svolta. Il mercato oggi richiede con più decisione profili specialistici che possano essere impiegati in vari settori strategici del “nuovo turismo”, o meglio, del “nuovo modo di fare turismo”.

In questo quadro, la formazione, così come viene proposta da scuole d'eccellenza come ACT, è decisamente il migliore viatico per il mondo del lavoro in quanto pone i giovani in condizione di affrontare gli scenari più innovativi. ACT – Accademia Creativa Turismo impegnata da anni sul fronte dell'alta formazione nel turismo sostenibile e responsabile e nel turismo esperienziale propone percorsi formativi d'eccellenza certificati e qualificanti. A ogni stagione la sua prestigiosa Faculty aggiorna i programmi didattici in funzione dei cambiamenti del settore sia dal punto di vista degli scenari economici e occupazionali che dal punto di vista della tecnica turistica sempre più posta in stretto raccordo con le nuove tecnologie e il digitale.

Partendo dall'assunto che quello votato alla creatività è un approccio che interessa trasversalmente tutti i gli ambiti del turismo entrando in gioco sulla progettazione dell'offerta, le strategie, i modelli di business e l'operatività, ACT promuove percorsi di valorizzazione del talento giovanile intervenendo con successo, anche grazie alla maieutica, nel percorso di crescita dei ragazzi.
Completano la formazione un solido e strutturato corredo di competenze tecnico-specialistiche in grado di formare professionisti pronti per essere inseriti sin da subito nel mondo del lavoro.

Nel settore dell'alta formazione, il Master in Turismo Sostenibile e Responsabile di ACT (nuova edizione in partenza il prossimo 23 novembre), nato nel 2005, rappresenta l'unico percorso formativo d'eccellenza.
Il Master, che vede la partecipazione attiva alla didattica di tutte le maggiori organizzazioni del turismo sostenibile quali AITR, SIMTUR e Four Seasons Natura e Cultura, oltre a trasferire un know-how specialistico per la progettare viaggi in chiave sostenibile pone l'accento anche su temi etici come l'accessibilità, grazie all'apporto di COIN - Cooperative integrate, e il contrasto al turismo sessuale dei minori grazie alla partecipazione di ECPAT - End Child Prostitution and Trafficking.
Il Master introduce gli allievi ai principi e alle metodologie dell'europrogettazione mostrando le opportunità dei finanziamenti europei in tema di turismo sostenibile e favorendo l'avvio di percorsi di autoimprenditorialità.
Una componente essenziale della didattica di questo percorso formativo firmato ACT, ma anche di altri che sono fondati sulla tecnica turistica abbinata alla creatività, è la metodologia del travel design che larga parte ha nelle proposte di viaggi esperienziali di qualità che, come abbiamo visto, rappresentano la punta più avanzata del turismo a livello di visione e pratica turistica.

La formazione ACT riprende il prossimo autunno al massimo della sua potenza di fuoco presentando l'offerta completa di tutti i master e corsi sia con la didattica in aula che a distanza per specifiche attività.
È possibile visionare l'offerta integrale sul sitowww.accademiacretivaturismo.it.
Proprio sul fronte della creatività segnaliamo in partenza il 23 novembre a Roma e Milano anche il Master in Turismo Culturale ed Enogastronomico destinato a formare esperti nella progettazione di offerte turistiche integrate e sistemiche in grado di coinvolgere gli attori di un territorio e valorizzarne le risorse e il Corso per Travel Designer che vede nell'approccio autorale al viaggio la formula di maggior successo nel porre in relazione una destinazione turistica con i gusti del viaggiatore.
Riprende il 9 ottobre, online, il Corso per Consulente turistico che punta a formare lavoratori autonomi con competenze polivalenti nell'ambito della consulenza turistica (travel designer) per rispondere a tutte le tipologie di viaggio. Al termine del percorso agli allievi viene offerta la possibilità di diventare parte della Professional community ACT Travel.
Per quanto riguarda il turismo escursionistico dove la componente esperienziale raggiunge il suo massimo nel contatto diretto con la natura, l'Accademia sta pianificando la data autunnale del Corso per Guida Ambientale Escursionistica che prepara gli allievi all'esame finale di ammissione all'AIGAE, l'Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche. Il corso apre alla carriera di Guida Ambientale Escursionistica (GAE).

 

Marina Ricci - Redazione ACT