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Il nuovo turismo.

Le identità del territorio, i sapori, le tradizioni gastronomiche e artigianali diventano nella proposta culturale ed esperienziale di Slow Food Travel un nuovo modello di viaggio.

Il nuovo turismo.

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09/02/2021



Nasce da Slow Food Travel il nuovo format di viaggio che condensa le unicità di alcuni luoghi straordinari dal punto di vista paesaggistico in una summa di esperienze legate alla scoperta del gusto e del territorio insieme.
I viaggiatori incontrano agricoltori, casari, pastori, norcini, fornai, viticoltori che, insieme ai cuochi che cucinano i loro prodotti, diventano narratori autentici dei loro territori e guide speciali alla scoperta delle tradizioni locali.
Slow Food Travel sta chiamando a raccolta gli attori della filiera del gusto che rientrano nelle rigorose linee guida di Slow Food, sposandone la filosofia, per costruire alleanze ed esperienze, per i viaggiatori, in grado di trasformare i territori in destinazioni gastronomiche di qualità.

In Italia sono diversi i territori che possono esprime unicità e patrimoni esclusivi fatti di biodiversità, cultura e tradizioni gastronomiche e a Slow Food, non è una novità, sta a cuore la conservazione di questo valore materiale e immateriale. Il viaggio diventa un modo per tutelare questi tesori ormai indissolubilmente legati ai territori di appartenenza. Nel nuovo progetto le componenti del sistema Slow Food si raccordano ed è così che il viaggiatore può imbattersi nei Presidi Slow Food, gustare i prodotti dell’Arca del Gusto e soggiornare presso le comunità del Cibo di Madre Terra.
Il viaggiatore viene guidato a conoscere, prima ancora che un territorio, una filosofia dell’accoglienza che presenta una linea di coerenza fra tutte le sue componenti d’eccellenza. Il termine “eccellenza” qui ha il valore della sostenibilità come matrice comune, del gusto che si esprime al massimo delle sue potenzialità in relazione all’unicità del prodotto locale, della produzione agricola biologica che rispetta i rigidi protocolli stilati per proteggere l’ambiente e la tavola, della convivialità come magnifico veicolo per “portare l’alleanza fuori dall’alleanza” conquistando il viaggiatore attraverso il suo portato di umanità che emanano i volti e le mani di chi produce il cibo buono, pulito e giusto.
L’accoglienza viene offerta infatti direttamente dai produttori, osti e cuochi che si sono impegnati a valorizzare il proprio territorio.

Il valore complessivo del progetto è dato dall’insieme di tutte queste espressioni legate indissolubilmente al gusto e alla sua capacità di porre in relazione i viaggiatori con le comunità locali.

Sono sette per ora gli itinerari in Italia del progetto di Slow Food Travel, cinque dei quali ancora “protetti” – La Transameria, Gran Sasso - Castelli e Tratturi, Costa d’Amalfi, Monti Lepini, Torre Guaceto e Parco delle Dune Costiere – e due già pubblicati sul sito della Fondazione Slow Food, Valli dell’Alto Tanaro e Montagne biellesi.
A scopo esemplificativo, riportiamo testualmente uno stralcio della presentazione dell’itinerario delle Montagne biellesi:

“Nell’arco di un fine settimana, per fare un esempio tra le tante possibilità, si può scoprire una miniera d’oro di epoca romana, soggiornare in un monastero-alpeggio o in una “eclettica” e misteriosa locanda, visitare un lanificio storico lungo un impetuoso torrente, o ancora vivere esperienze gastronomiche uniche legate alle le tradizioni dei paesi di montagna disseminati lungo le valli.
Uno dei prodotti più caratteristici di queste zone è burro a latte crudo dell’alto Elvo, Presidio Slow Food, ottenuto dall’affioramento della panna nel tradizionale fraidél, piccolo fabbricato in pietra attraversato da acqua sorgiva che caratterizza gli alpeggi della valle. Dal latte così scremato viene prodotta anche la toma magra (tùma), anch’essa a latte crudo, dagli aromi intensi di flora alpina e dalla caratteristica consistenza elastica. Impossibile parlare di burro e di formaggi senza accennare alla regina di queste valli, la vacca pezzata rossa d’Oropa, una razza bovina autoctona che per la sua rusticità ben si adatta alla transumanza e al mantenimento dei pascoli più alti e impervi. Con la carne di pezzata rossa d’Oropa si producono ottimi salami e spezzatini da accompagnare alla polenta macinata a pietra nei mulini locali.
Tra le ricotte prodotte dal siero, infine, segnaliamo il murtrìt, pallina di ricotta arricchita di erbe e peperoncino, affumicata, da grattugiare su zuppe e insalate (prodotto catalogato nell’Arca del Gusto).
Importante segnalare anche le castagne essiccate nelle tradizionali graa, costruzioni di pietra in cui i frutti seccano lentamente su un solaio fatto di un’intelaiatura di assi, al di sotto dei quali si accende un fuoco di legna. Se fino a un secolo fa le castagne erano considerate il pane dei montanari, oggi sono rare le realtà che gestiscono i castagneti e ne lavorano i frutti.
Cosa significa far parte di Slow Food Travel Montagne Biellesi?
Ogni sito che aderisce a Slow Food Travel Montagne Biellesi si impegna a valorizzare il territorio fornendo tutte le indicazioni necessarie per una piena esperienza delle montagne e dei paesaggi del Biellese, coinvolgendo il visitatore in un soggiorno che lega il piacere per il cibo alla cultura e alla convivialità.
Ogni realtà sostiene inoltre il progetto nel suo insieme, producendo o acquistando i prodotti delle aziende che ne fanno parte, selezionate e coinvolte sulla base di linee guida condivise e sottoscritte”.

Il nuovo turismo può essere alimentato da operazioni esemplari come quella di Slow Food Travel, orientate in primis a tutelare e preservare dalla spersonalizzazione della globalizzazione le culture dei diversi territori e i loro patrimoni identitari. Attraverso iniziative di questo tipo ci si allontana progressivamente dal concetto di sfruttamento dei territori a fini turistici che, come abbiamo visto nel passato, non solo non è stato in grado di garantire sviluppo sostenibile, ma neanche di rispettare le comunità dei residenti. Inoltre, come si evince dall’esempio che abbiamo presentato, le alleanze fra attori locali producono un potenziamento delle economie territoriali alimentando dal di dentro le filiere produttive che operano secondo i criteri della conservazione della biodiversità, della qualità e del biologico. Inoltre, nel processo di valorizzazione “a specchio” diventano più appealing nei confronti dei turisti che partono da casa come “viaggiatori” e tornano da “estimatori” con la consapevolezza, peraltro, di aver contribuito ad alimentare processi etici volti alla tutela delle identità dei luoghi, della cultura, dell’ambiente e della biodiversità

La stessa ACT – Accademia creativa Turismo oltre alla formazione, promuove e sostiene progetti di valorizzazione del turismo sostenibile e responsabile quali ad esempio Piccole Patrie. Per quanto riguarda la didattica già in passato aveva intersecato i propri programmi con Slow Food Lazio nel corso di alcune edizioni del Master in Turismo Culturale ed Enogastronomico offrendo agli studenti la possibilità di comprendere il nesso fra la scoperta della cucina locale, dei prodotti del territorio, della biodiversità, del paesaggio e il viaggio.
Con Slow Food Travel Lazio, ACT ha avviato nuove sinergie e ipotesi di collaborazione sui principali Master quali quello in Turismo Sostenibile e Responsabile e prossimamente anche quello in Turismo Culturale ed Enogastronomico. La valorizzazione del patrimonio enogastronomico sarà affrontata in alcuni moduli dedicati come il filo conduttore del viaggio.

 

Marina Ricci - Redazione ACT