| Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del project work del modulo Comunicazione & Digital Storytelling dei corsi e master di Accademia Creativa Turismo. |
Quando ho prenotato il mio viaggio in Marocco ero convinta che il momento più difficile sarebbe stato proprio questo: dormire nel Deserto del Sahara. Mi immaginavo una tenda spartana, un bagno poco funzionale, una notte scomoda e continuavo a pensare a quella strana sensazione di essere completamente isolata dal mondo.
Per chi come me fatica ad adattarsi alle situazioni insolite, l'idea di dormire nel deserto sembrava più una sfida che un piacere. Poi sono arrivata tra le dune di Merzouga e ho capito quanto mi stessi sbagliando.
Oggi molte persone sognano esperienze capaci di interrompere il ritmo frenetico della quotidianità, ma spesso rinunciano per paura di non trovare i giusti comfort. È esattamente il dubbio che avevo anch'io prima di partire. Per questo voglio raccontarti la mia esperienza, vissuta con il mio ragazzo, in modo realistico perchè sono una persona che fatica tantissimo ad adattarsi alle situazioni insolite e ammetto che temevo questa escursione. Le dune, invece, mi hanno insegnato a rallentare e a godere delle piccole cose che spesso ci dimentichiamo.
Sono Ludovica Decio, una Travel Content Creator e Travel Designer specializzata nella progettazione di esperienze immersive e sensoriali, dove il viaggio è percezione, atmosfera e contatto autentico con i luoghi e la loro comunità. Le persone sono parte importante di un viaggio e l'incontro tra culture lontane è ciò che permette a ogni viaggiatore di crescere personalmente.
In questo articolo scoprirai com'è davvero dormire nel deserto del Sahara in Marocco, come sono organizzati i moderni campi tendati, cosa fare durante il soggiorno, cosa portare e perché questa esperienza si è trasformata nel ricordo più bello del mio viaggio.
Dove si trova il Deserto del Sahara in Marocco e come si raggiunge?
Quando dicevo che avrei dormito nel Deserto del Sahara, la domanda era sempre la stessa: “ma dov’è esattamente?”. La verità è che spesso immaginiamo il Sahara come un luogo lontanissimo e quasi irraggiungibile, senza sapere che in Marocco esiste un'area facilmente visitabile che permette di vivere questa esperienza in modo autentico. Raggiungerla richiede un po' di pazienza, ma il viaggio stesso è parte dell'avventura e prepara a quello che si proverà una volta arrivati tra le dune.
Dove si trova il Deserto del Sahara in Marocco?
Una delle domande più frequenti tra chi organizza un viaggio in Marocco è proprio questa: dove si trova il Deserto del Sahara? La zona più famosa del Sahara marocchino si trova nei pressi di Merzouga, un piccolo villaggio nel sud-est del Paese vicino al confine con l'Algeria. È qui che sorgono le spettacolari dune dell'Erg Chebbi, tra le più iconiche di tutto il Marocco, ed è proprio qui che ho vissuto la mia esperienza di dormire nel deserto del Sahara.
Come si raggiunge il deserto del Sahara?
La maggior parte dei viaggiatori raggiunge Merzouga partendo da Fes o Marrakech attraverso tour organizzati, trasferimenti privati oppure itinerari in autonomia.
Nel mio caso siamo partiti da Fes e il tragitto è durato quasi otto ore. Potrebbe sembrare lungo, ma il paesaggio cambia continuamente. Distese di terra rossa lasciano piano piano spazio a piccoli villaggi color ocra, vallate immense, montagne e palmeti. Più ci avvicinavamo al deserto e più avevo la sensazione che il Marocco stesse cambiando volto e non mi rendevo conto di essere già nel deserto, ma era un deserto diverso da quello che immaginiamo noi. Quando poi le prime dune dell'Erg Chebbi sono apparse all'orizzonte ho provato una sensazione di pace profonda che ha cancellato completamente il caos della medina di Fes. È stato proprio in quel momento che ho capito che dormire nel deserto del Sahara forse non sarebbe stato così scomodo come avevo immaginato. Una volta arrivati alle porte del deserto si può raggiungere il campo tendato in due modi: in jeep oppure in cammello. Noi siamo andati con il cammello all'andata e con la jeep al ritorno. Oggi, però, consiglierei direttamente la jeep. Dopo essermi informata meglio sul tema del benessere animale credo sia una scelta più consapevole, oltre che più veloce e confortevole. Il tragitto dura circa quindici minuti e permette comunque di godersi tutta la bellezza delle dune fino all'arrivo al campo.
Dormire nel deserto del Sahara in Marocco: è scomodo? Sfatiamo un mito
Se devo essere sincera, il mio primo impatto con il Marocco non è stato dei migliori. Appena atterrata a Fes, mi sono ritrovata catapultata nel caos travolgente della sua Medina. Ricordo un vicolo strettissimo con davvero tantissime persone, l'odore acre di spezie e cuoio, un carretto di dolci assalito da una marea di mosche che mi ha quasi disgustata e una folla che si muoveva verso di noi in modo frenetico ma in uno spazio minuscolo. In quel disordine, una signora apparentemente gentile si è offerta di aiutarci con la mappa, per poi chiamare a gran voce due uomini alti che hanno iniziato a camminare decisi verso di noi. In quel momento ho provato una forte sensazione di smarrimento e paura.
Non voglio dipingere questo Paese come una destinazione non sicura, anzi, superato questo scoglio iniziale abbiamo incontrato solo persone squisite, tranquille e mai invadenti e sono tornata a casa pensando al Marocco come ad una destinazione da scoprire e che consiglio vivamente una volta nella vita. Quello shock culturale è stato però il preludio perfetto per il contrasto drastico che avrei vissuto poche ore dopo.
Come sono fatti i moderni campi tendati nel deserto del Sahara?
La sorpresa più grande è arrivata appena ho visto da lontano il campo tendato. In quel momento ho pensato “wow, non deve essere poi così male dormire qui”. Io ho alloggiato al Madu Camp. Ci hanno accolti con dolcetti e tè marocchino in uno spazio comune con tantissimi cuscini ed una tenda centrale. Poi intorno ho notato tante piccole casette ed ero pronta a scoprire la nostra tenda.
Mi aspettavo qualcosa di simile a un campeggio, invece ho trovato una vera camera immersa nel deserto. Era spaziosa, curata nei dettagli e soprattutto pulitissima con un pavimento coperto da splendidi tappeti tradizionali, a destra un tavolino con due graziose poltroncine mentre a sinistra un letto matrimoniale enorme. Il bagno privato era all'interno della struttura e disponeva di una doccia con acqua calda ed uno scarico perfettamente funzionante. L'accampamento forniva persino asciugamani puliti e prodotti di cortesia per il corpo. L'elettricità era sempre disponibile e questo ci ha permesso di ricaricare senza problemi i nostri dispositivi elettronici.
L'unica vera mancanza da tenere a mente è l'asciugacapelli, un accessorio che non viene fornito per via della gestione energetica del campo e che consiglio di portare da casa se per te è indispensabile. La mia parte preferita è stata il patio con vista sulle dune, penso sia l’immagine più bella che mi sia rimasta impressa.
Disconnessione totale: imparare a fermarsi tra le dune del deserto
Come libera professionista e travel content creator, la mia vita è scandita da notifiche, scadenze, email e la costante necessità di postare sui social media. Per questo motivo, l'impatto iniziale con la disconnessione totale non è stato affatto semplice. Il mio primo istinto è stato quello di cercare una connessione per rassicurare la mia famiglia sul fatto che fossi viva e stessi bene.
Al campo lo staff ci ha fornito una rete Wi-Fi che prendeva in modo altalenante. Dopo aver inviato quel messaggio ai miei genitori, ho guardato lo schermo del telefono, ho visto che la linea faticava a caricare e ho pensato: "Ma sai che c'è? Non c'è alcun motivo di usare lo smartphone in un posto del genere". Ho spento lo schermo e l'ho lasciato in tenda. Mi sono seduta sul patio esterno della struttura a guardare le dune che cambiavano colore al calar del sole.
In quel momento ho iniziato a riflettere su quanto sia straordinario il nostro pianeta, sulla bellezza del viaggiare per scoprire nuove culture e sulla fortuna immensa che abbiamo nel poter vivere queste esperienze.
Quanti gradi ci sono nel deserto del Sahara di notte?
Una delle domande che mi sono fatta prima di partire riguardava proprio le temperature. Quando si pensa al Sahara si immagina un caldo costante, ma il deserto sorprende anche sotto questo aspetto.
Fa freddo nel deserto di notte?
Durante la mia esperienza ad aprile siamo passati da circa 30 gradi durante il giorno a circa 10/12 gradi durante la notte. Infatti appena arrivati nella nostra tenda non c’era l’aria condizionata e pensavo che avrei sofferto durante la notte il calore, ma mi sbagliavo nuovamente.
Lo sbalzo termico è importante e vale la pena arrivare preparati. Per la serata ho indossato una felpa, un piumino leggero ed una sciarpa, no non me ne sono pentita. In più ci siamo seduti tutti intorno al fuoco ed è stato un momento davvero piacevole per poterci scaldare.
Si dorme bene nelle tende?
Contrariamente a quanto immaginavo, ho dormito benissimo. Le tende erano fornite di piumoni caldi e il materasso era sorprendentemente confortevole. Non mi sono mai svegliata durante la notte e non ho sentito alcun rumore provenire dall'esterno: niente animali ma soprattutto niente traffico.
Per una persona che era partita con il timore di trascorrere una notte scomoda, è stata probabilmente la sorpresa più grande di tutto il viaggio.
Cosa fare nel deserto del Sahara durante il soggiorno?
Quando si pensa al Sahara si immagina spesso una distesa di sabbia e nient’altro. In realtà ci sono diversi momenti che rendono speciale il soggiorno, ma secondo me la vera bellezza non sta tanto nelle attività quanto nel modo in cui si vive il tempo.
Ma quindi, cosa si può fare nel deserto del Sahara?
L'arrivo al campo al tramonto e la cena tradizionale
Il momento che ricordo con più emozione è il tramonto. Dopo aver raggiunto il campo ho trovato due sedie posizionate in cima a una duna, mi sono seduta lì con il mio ragazzo ad osservare il sole scendere lentamente. Le dune cambiavano colore di minuto in minuto passando dal dorato all'arancione fino a sfumature più rosate ed è stato in quel momento che mi sono sentita davvero bene.
Dopo una doccia rigenerante siamo andati nella tenda più grande che ospita la zona ristorante. Insieme ad altri ospiti nella tenda mi sono come sentita in un classico ristorante ma con la differenza che avevo la vista su una finestra dove si vedeva solo l’immensità delle dune. Abbiamo assaggiato diversi piatti tipici marocchini e, da persona piuttosto selettiva sul cibo, posso dire di aver mangiato tutto con piacere.
La notte tra canti e balli sotto il cielo stellato del Sahara
Dopo cena ci si posiziona tutti intorno al fuoco e qui i ragazzi berberi hanno iniziato a suonare strumenti tradizionali. Non si sono limitati a suonare, cantare o a fare uno spettacolo, ma ci hanno coinvolto direttamente, insegnandoci qualche passo di danza e lasciandoci provare i loro strumenti. È stato uno dei momenti più divertenti della serata, ricordo ancora la difficoltà nel suonare il tamburo, sembra facile ma non lo è.
Ma la cosa ancora più bella è stato alzare lo sguardo, sopra di noi il cielo era completamente ricoperto di stelle. Ne avevo già viste molte in alcuni piccoli paesi di montagna italiani, ma nel Sahara la quantità era impressionante.
La mattina del deserto del Sahara
La mattina successiva, dopo una colazione, prima di ripartire, ho voluto provare il sandboarding. Lo staff ti mette a disposizione una tavola da snowboard e l'obiettivo è scivolare lungo i pendii di sabbia. Devo ammettere che non è andata esattamente come mi aspettavo. È stato divertente e fortunatamente non sono caduta, ma la mia scivolata è stata molto breve perché avrei dovuto scegliere una duna ancora più alta. Inoltre, bisogna considerare che risalire a piedi fino alla cima della duna trascinando la tavola è davvero faticoso, perché i piedi sprofondano nella sabbia soffice e il peso dell'attrezzatura si fa sentire.
Fatica a parte, è un'esperienza che consiglio di provare per farsi due risate.
Consigli pratici per organizzare l'escursione e dormire una notte nel deserto
Organizzare una notte nel Deserto del Sahara è più semplice di quanto si pensi, ma ci sono alcuni aspetti da considerare. Per fare in modo che questa avventura si riveli confortevole e priva di stress basta seguire alcune accortezze pratiche e potrai goderti il viaggio in totale serenità, concentrandosi solo sulle emozioni.
Quando andare nel Deserto del Sahara?
La scelta del periodo giusto è il primo passo per garantire il successo dell'escursione. I mesi migliori per visitare questa zona vanno da marzo a maggio e da settembre a novembre. Io ho scelto il mese di aprile e si è rivelata una decisione ottima, poiché le temperature diurne sono calde ma accettabili per fare escursioni e le notti, sebbene fresche, non raggiungono le temperature gelide dell'inverno profondo.
I mesi estivi di luglio e agosto sono fortemente sconsigliati a causa del caldo soffocante, che può superare facilmente i 45°C, rendendo difficile persino restare all'interno delle tende durante il giorno.
Cosa portare nel deserto: la lista per non sbagliare
Quando prepari il bagaglio per il deserto, tieni presente che non è necessario sacrificare i tuoi oggetti personali. Molti consigliano di lasciare la valigia grande nel mezzo di trasporto principale e portare al campo solo uno zainetto, ma nel mio caso ho preferito portare tutta la mia valigia grande direttamente in tenda, dato che gli spazi del Madu Camp erano molto ampi e i trasporti ben organizzati.
Ecco una lista fondamentale su come vestirsi nel deserto del Sahara e cosa inserire nel bagaglio:
- Abbigliamento a cipolla: Passare da 30°C a 10°C richiede strati versatili. T-shirt leggere per il giorno e capi caldi per la sera un maglione o una bella felpa
- Piumino 100 grammi: Il piumino leggero è stato in assoluto l'oggetto indispensabile della mia serata.
- Sciarpa ampia o foulard: Essenziale per proteggere il viso e i capelli in caso di vento e sollevamento di sabbia.
- Crema solare e occhiali da sole: Il riverbero della luce sulle dune dorate è intenso e richiede una protezione solare totale e spesso può essere anche fastidioso alla vista.
- Powerbank: Anche se al campo c'è l'elettricità, avere una riserva di carica durante il lungo viaggio è sempre utile.
Vale la pena dormire in tenda nel Deserto del Sahara?
Se guardo indietro al mio itinerario, dormire in tenda nel deserto del Sahara è stato senza dubbio il momento più intenso e memorabile di tutto il mio viaggio in Marocco. Se hai paura di non adattarti, probabilmente sei la persona giusta per fare questa esperienza. Quando sono atterrata a Fes ero spaventata, mi sentivo fuori posto e temevo che la mia scarsa capacità di adattamento alle situazioni insolite avrebbe rovinato la vacanza. Il deserto ha ribaltato ogni mia paura, dimostrandomi che molto spesso i limiti si trovano solo nella nostra mente e che i moderni campi tendati offrono un livello di accoglienza che non ha nulla da invidiare a un ottimo hotel cittadino.
La mattina successiva ho aperto la porta della tenda e mi sono trovata davanti un cielo azzurrissimo che contrastava con il colore della sabbia. In quel momento ho pensato soltanto una cosa: peccato dover andare via. Non stavo lasciando semplicemente una tenda nel deserto, ma stavo lasciando una sensazione di libertà che non avevo quasi mai provato e mi sentivo piccola davanti all'immensità delle dune ma non impotente. Per questo credo che dormire nel deserto del Sahara non sia soltanto un'esperienza da inserire in un itinerario di viaggio in Marocco, ma è un'occasione per rallentare ed osservare.
Questa escursione è ideale per le coppie che sentono il bisogno profondo di staccare la spina dalla frenesia quotidiana, dalle scadenze lavorative e dalle notifiche asfissianti dei social. Il Sahara ti costringe a rallentare il passo, a guardare il panorama anziché uno schermo e a riscoprire il valore delle interazioni umane autentiche, come ballare intorno a un fuoco insieme ai berberi.
Non è una vacanza per chi cerca il lusso artificiale dei resort turistici o per chi non tollera un lungo tragitto in auto, ma se accetti di metterti in gioco verrai ricompensato con una sensazione di libertà e connessione che ti cambierà dentro.
Questa esperienza mi ha fatto capire anche un'altra cosa. Oggi, quando progetto un itinerario, non penso soltanto ai luoghi da inserire sulla mappa. Penso soprattutto alle sensazioni che quel viaggio può lasciare a chi lo vive.
Per me un viaggio non è una lista di attrazioni da visitare, ma una successione di momenti capaci di cambiare il ritmo delle giornate e il modo in cui guardiamo un luogo. Dormire nel Deserto del Sahara è stato uno di quei momenti. È per questo che, come Travel Designer, cerco esperienze autentiche che permettano alle persone di rallentare, entrare in contatto con la cultura locale e tornare a casa con qualcosa di più di una semplice fotografia.
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