| Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del project work del modulo Comunicazione & Digital Storytelling dei corsi e master di Accademia Creativa Turismo. |
Hai sempre desiderato intraprendere un cammino ma non sai da dove cominciare? Vorresti vivere una prima esperienza senza affrontare centinaia di chilometri o settimane di viaggio? Allora il Cammino dei 3 Villaggi potrebbe essere il punto di partenza ideale.
Sono Luca Napolitano, Travel Designer e appassionato di escursionismo e archeologia. In questo articolo ti porto alla scoperta del cammino più piccolo d’Italia, un itinerario che attraversa necropoli etrusche, boschi attraversati da ruscelli e profonde forre scavate nel tufo. Un percorso breve nelle distanze, ma sorprendentemente ricco di storia, natura e avventura.
Il cammino più piccolo d’Italia nel cuore della Tuscia
Il Cammino dei 3 Villaggi, conosciuto anche come C3V, è un percorso ad anello di circa 20 chilometri che collega Villa San Giovanni in Tuscia, Barbarano Romano e Blera. Ci troviamo nel cuore della Tuscia, il territorio storico dell’alto Lazio che per secoli fu uno dei centri principali della civiltà etrusca.
Le dimensioni contenute del percorso lo rendono accessibile anche a chi non ha mai affrontato un cammino, ma sarebbe un errore giudicarlo soltanto dalla sua lunghezza. In pochi chilometri il C3V riesce infatti a concentrare una varietà di paesaggi e testimonianze storiche che molti itinerari ben più lunghi possono soltanto invidiare.
3 Villaggi, una sola sinergia
Dietro al Cammino dei 3 Villaggi c’è un progetto di valorizzazione territoriale nato grazie all’Associazione Stay Freedom APS. L’idea è stata quella di mettere in rete sentieri, attrazioni e servizi di tre piccoli comuni che, pur essendo vicini geograficamente, non avevano mai sviluppato una proposta turistica condivisa.
Il risultato è un percorso che permette di scoprire tre identità diverse ma complementari.
- Villa San Giovanni in Tuscia: rappresenta il punto di partenza e di arrivo del cammino.
- Barbarano Romano: custodisce uno dei centri storici più affascinanti della zona ed è la porta d’accesso al Parco Marturanum.
- Blera: conserva un’atmosfera più rurale e autentica, legata alle tradizioni del territorio.
Il paesaggio del Lazio Etrusco
La particolarità del C3V è il contesto in cui si sviluppa. La Tuscia è una terra modellata dall’acqua e dal tufo. I torrenti hanno scavato profonde forre che tagliano il paesaggio creando canyon naturali nascosti tra i boschi. Le colline si alternano a pascoli e vallate, mentre il verde accompagna gran parte del percorso.
Camminando si passa continuamente da ambienti diversi. Un momento ci si trova in un bosco fitto e umido, il momento successivo si percorre una strada bianca affacciata su ampi panorami rurali. A rendere unico il paesaggio sono però soprattutto le tracce lasciate dagli Etruschi, ancora oggi perfettamente integrate nell’ambiente naturale.
Lunghezza, dislivello e difficoltà del Cammino dei 3 Villaggi
Il percorso completo misura circa 20 chilometri e può essere affrontato seguendo due varianti differenti. Il tracciato classico presenta un dislivello di circa 440 metri, mentre la variante panoramica supera i 500 metri.
La difficoltà è classificata dal CAI come E-EE. Pur non essendo un cammino tecnico, richiede una buona abitudine a camminare su terreni irregolari. Guadi, salite ripide, tratti fangosi e sentieri scivolosi sono parte integrante dell’esperienza. Per questo motivo sono consigliati scarponi da trekking e bastoncini.
Cammino dei 3 Villaggi in uno o due giorni?
Io ho scelto di percorrerlo in una sola giornata. È una soluzione assolutamente fattibile per chi ha un minimo di allenamento, ma richiede un buon ritmo e lascia poco tempo per visitare con calma necropoli e centri storici.
Se vuoi vivere il cammino con maggiore tranquillità, il mio consiglio è di dividerlo in due tappe, pernottando a Barbarano Romano. In questo modo potrai esplorare il Parco Marturanum senza fretta e goderti maggiormente l’atmosfera dei tre borghi.
Mappa e traccia GPX del Cammino dei 3 Villaggi
La mappa cartacea e la credenziale vengono consegnate presso la sede di Stay Freedom APS a Villa San Giovanni in Tuscia. Le tracce GPX, invece, si ottengono dopo aver effettuato la prenotazione obbligatoria nel sito ufficiale del Cammino dei 3 Villaggi.
Il contributo di 5€ richiesto serve a sostenere il lavoro dell’associazione che si occupa della manutenzione e del monitoraggio dei sentieri.
Attestato del Viandante Etrusco
Come ogni cammino che si rispetti, anche il C3V possiede una propria credenziale. Nei tre paesi è possibile raccogliere i timbri che attestano il passaggio lungo il percorso.
Una volta completato l’anello e tornati al punto di partenza, si riceve l’Attestato del Viandante Etrusco, un ricordo simbolico ma molto apprezzato da chi conclude il cammino.
La Tuscia e gli Etruschi: sulle tracce di una civiltà perduta
Percorrere il Cammino dei 3 Villaggi significa attraversare uno dei territori più importanti dell’antica Etruria.
Gli Etruschi, che chiamavano se stessi Rasna, rappresentano una delle civiltà più affascinanti dell’Italia preromana. Furono abili commercianti, navigatori, artigiani e costruttori. Molti aspetti della cultura romana derivano direttamente dalla loro eredità.
Nonostante le numerose scoperte archeologiche, diversi aspetti della loro storia rimangono ancora oggi oggetto di studio. È proprio questo equilibrio tra conoscenza e mistero a rendere la civiltà etrusca così affascinante.
Il Cammino dei 3 Villaggi e le sue necropoli etrusche
Le necropoli più celebri dell’Etruria si trovano a Cerveteri e Tarquinia, ma anche il territorio attraversato dal C3V conserva una straordinaria concentrazione di testimonianze archeologiche.
La più importante è senza dubbio la Necropoli di San Giuliano, all’interno del Parco Marturanum. Qui si trovano tombe monumentali, vie cave scavate nel tufo e sepolture di tipologie differenti, tra cui le spettacolari tombe a palazzina.
Tra i monumenti più curiosi spicca la Tomba del Cervo, famosa per il graffito che raffigura un lupo nell’atto di assalire un cervo, immagine che è diventata il simbolo del parco.
Dove mangiare e i sapori della Tuscia
All’ingresso della Necropoli di San Giuliano si trova La Casina di Caiolo, uno dei pochi punti ristoro direttamente lungo il percorso. Qui Rita e Vittorio propongono piatti semplici della tradizione locale, preparati secondo le ricette del territorio.
I piatti tipici della Tuscia
Ogni paese conserva alcune specialità che raccontano la storia rurale della zona:
- A Villa San Giovanni in Tuscia troviamo l’attozzata, preparata con ricotta fresca e pane, e l’acquacotta, una zuppa contadina arricchita con verdure, pane e pecorino.
- A Barbarano Romano sono particolarmente diffusi il panonto e il sugo con le rigaje, ricette legate alla tradizione familiare e alla cucina povera.
- A Blera spiccano invece la nociata, dolce a base di miele e noci, e la pezzata, una sostanziosa zuppa di pecora che rappresenta uno dei piatti simbolo della zona.
Il giorno in cui sono diventato un Viandante Etrusco
Il sapore del cappuccino e della crostata appena consumati al bar di Piazza Savoia è ancora in bocca quando io e il mio amico Nicolò imbocchiamo il viale alberato che segna l'inizio del Cammino dei 3 Villaggi. Sono quasi le dieci del mattino e sappiamo che avremmo dovuto partire prima. Ormai però è inutile pensarci. Davanti a noi ci sono venti chilometri di sentieri, necropoli etrusche e boschi che aspettano solo di essere esplorati.
San Giovanni in Tuscia – Barbarano Romano
Il cammino mostra subito il suo carattere. Poco dopo la partenza ci troviamo davanti al primo ruscello da attraversare. Alcuni massi e una corda tesa tra le due sponde rendono il passaggio semplice, ma bastano a farci capire che questa non sarà una passeggiata qualsiasi.
Il giorno precedente aveva piovuto e il terreno conserva ancora tutta quell'acqua. In molti tratti il sentiero è una distesa di fango e a ogni passo gli scarponi affondano lasciando il segno. Poco dopo affrontiamo la prima salita importante. Mentre guadagniamo quota, uno scampanellio si fa sempre più intenso. Solo arrivati in cima ne scopriamo l'origine. Decine di campanacci appesi alla recinzione di una casa vengono mossi dal vento e diffondono una melodia irregolare nella vallata. Davanti a noi si apre un paesaggio di prati e colline attraversato da una sottile striscia bianca di sentiero. A parte il suono delle campane, il silenzio è assoluto.
Più avanti compare la Tomba di Margaret. Attraversiamo il lungo corridoio scavato nel tufo e raggiungiamo le camere funerarie. L'aria è fresca e umida, mentre la luce che entra dall'ingresso illumina appena colonne, nicchie e letti funerari scolpiti oltre duemila anni fa. Per qualche minuto provo a immaginare gli archeologi che per primi entrarono qui dopo secoli di abbandono.
Il nome della tomba suscita subito la mia curiosità. Perché una sepoltura etrusca dovrebbe chiamarsi Margaret? Scopro così che gli scavi archeologici della vicina Valle Cappellana furono promossi dal re di Svezia Gustavo VI Adolfo e che alla campagna di ricerca partecipò anche sua nipote, la futura regina di Danimarca Margherita II. La tomba venne dedicata proprio a lei.
Da quel momento le tracce degli Etruschi diventano una presenza costante. Vie cave, tombe isolate e antichi sepolcri accompagnano il cammino fino al Parco Marturanum. Qui ci fermiamo a esplorare le tombe a palazzina. Sembrano le facciate di un piccolo villaggio scavato nella roccia e nascosto nel bosco. Gli alberi crescono sopra le facciate e le radici sembrano voler riconquistare lentamente il lavoro degli antichi scalpellini.
Quando lasciamo il parco alle nostre spalle, una lunga scalinata ci conduce finalmente a Barbarano Romano.
Barbarano Romano – Blera
Dopo ore trascorse nel bosco, ritrovarsi nella piazza di Barbarano Romano produce una sensazione quasi strana. Le mura del paese emergono all'improvviso e il silenzio dei sentieri lascia spazio alle voci delle persone sedute ai tavolini dei bar.
Prima di cercare il timbro sulla credenziale ci concediamo una pausa vicino alla fontana. Mentre mangiamo i nostri panini osserviamo il centro storico e iniziamo a pensare che affrontare il Cammino dei 3 Villaggi in due giorni potrebbe essere un'ottima idea.
Una delle intuizioni più divertenti del percorso è la caccia ai timbri nascosti. Oltre a quelli da richiedere nelle attività commerciali, alcuni sono collocati in punti panoramici dei paesi. A Barbarano troviamo il nostro su una terrazza affacciata sulla valle. Sotto di noi si estende un mare di alberi attraversato dal corso del Biedano.
Lasciato il paese, il sentiero torna subito a immergersi nel bosco. Questo tratto è probabilmente il più avventuroso dell'intero cammino. Alberi caduti obbligano a deviazioni improvvise, i guadi si susseguono e in alcuni punti bisogna aiutarsi con una corda per superare passaggi particolarmente scivolosi.
Poi compare la Cascata della Terza Mola. L'acqua si raccoglie in una vasca naturale dal colore sorprendentemente limpido. Restiamo qualche minuto ad ascoltarne il rumore prima di riprendere il cammino verso il Ponte del Diavolo.
Attraversarlo sapendo che collega queste sponde da quasi duemila anni regala una sensazione difficile da descrivere. Il ponte sorge lungo l'antica Via Clodia ed era uno degli accessi principali a Blera. Come accade per molte opere romane particolarmente imponenti, nel Medioevo si riteneva impossibile che fosse stato costruito dagli uomini. Nacque così la leggenda secondo cui il ponte sarebbe stato realizzato grazie a un patto con il demonio, da cui deriva il nome con cui è conosciuto ancora oggi.
Dopo una foto ricordo riprendiamo il cammino verso Blera, ormai non troppo lontana. Poco dopo raggiungiamo il paese, più silenzioso e rurale rispetto a Barbarano Romano, ma capace di raccontare un'altra anima della Tuscia.
Blera – Villa San Giovanni in Tuscia
A Blera la stanchezza inizia a farsi sentire. Davanti a noi c'è una scelta. Affrontare la variante panoramica oppure seguire il percorso classico. La tentazione di allungare il cammino è forte, ma il sole inizia lentamente a scendere e decidiamo di non rischiare.
La mulattiera bianca che conduce verso Villa San Giovanni in Tuscia sembra non finire mai. Campi, fattorie e colline si susseguono mentre acceleriamo il passo per arrivare prima del tramonto. In questo tratto il paesaggio cambia ancora una volta. Le forre e i boschi lasciano spazio a spazi aperti e orizzonti più ampi.
La fatica accumulata durante la giornata si fa sentire soprattutto qui. Non perché il sentiero sia difficile, ma perché ormai abbiamo già sulle gambe molti chilometri. Eppure continuiamo a camminare senza troppi pensieri, concentrati soltanto sull'idea di completare l'anello.
Quando le prime case compaiono all'orizzonte sappiamo di essere vicini alla meta. I campi iniziano lentamente a lasciare spazio alle abitazioni e le strade diventano sempre più familiari.
Lungo il percorso incontriamo un anziano accompagnato dal suo cane. Ci guarda sorridendo e ci chiede se siamo stanchi. Dopo una giornata trascorsa tra salite, guadi e sentieri fangosi, la risposta non può che essere affermativa. Scambiamo qualche battuta e riprendiamo il cammino con il sorriso. È uno di quegli incontri semplici che difficilmente trovano spazio sulle mappe, ma che spesso restano impressi quanto un panorama o un monumento.
Poco dopo rientriamo in Piazza Savoia, esattamente dove quella mattina era iniziata la nostra avventura.
Il momento in cui ho ricevuto l'Attestato di Viandante Etrusco
La stanchezza è tanta, ma viene rapidamente sostituita dall'entusiasmo quando entriamo nella sede di Stay Freedom per ritirare l'Attestato del Viandante Etrusco.
Prima di festeggiare decidiamo però di completare un'ultima missione. Nel centro di Villa San Giovanni in Tuscia andiamo a cercare l'ultimo timbro della nostra credenziale e ne approfittiamo per osservare i resti dei mosaici romani conservati nel paese. Dopo aver trascorso l'intera giornata sulle tracce degli Etruschi, è quasi sorprendente trovarsi davanti a una testimonianza dell'epoca romana. Del resto, lo stesso nome di Villa San Giovanni in Tuscia deriva dalla presenza di una grande villa romana costruita proprio in quest'area tra il III e il IV secolo d.C., sui cui resti si è sviluppato il paese attuale.
Con l'ultimo timbro al suo posto possiamo finalmente ricomporre la parola nascosta che ci ha accompagnato durante tutto il cammino. Le lettere raccolte nei tre villaggi formano infatti il nome di una divinità etrusca. Quale? Questo però non ve lo dirò. Se volete scoprirlo dovrete percorrere il Cammino dei 3 Villaggi e completare anche voi la caccia ai timbri.
Solo a quel punto ci dirigiamo in pasticceria per concederci una meritata pasta e qualcosa da bere. Fuori il paese si anima di camminatori che, come noi, hanno appena concluso il percorso. C'è un'atmosfera che ricorda quella dei cammini più famosi, ma in una dimensione molto più raccolta e familiare.
Mentre stiamo per andare via assistiamo a una scena che racchiude perfettamente lo spirito della giornata. Un signore anziano passa davanti alla pasticceria salutando la proprietaria. Al guinzaglio non ha un cane, ma un asino. È un'immagine semplice, quasi ordinaria per chi vive qui, ma per due viandanti arrivati dalla città ha qualcosa di sorprendentemente autentico.
Vuoi vivere anche tu un'esperienza nella Tuscia?
Ciò che porto a casa da questa esperienza non sono soltanto le necropoli etrusche o i paesaggi attraversati durante il cammino. Sono soprattutto i dettagli che non mi aspettavo. Il suono dei campanacci mossi dal vento, l'odore del tufo nella Tomba di Margaret, i guadi affrontati lungo il Biedano, la caccia ai timbri e gli incontri lungo il sentiero.
Il Cammino dei 3 Villaggi mi ha ricordato che non servono grandi numeri o luoghi famosi per creare un'esperienza di viaggio memorabile. A volte bastano sentieri ben curati, una storia da raccontare e persone che credono nel proprio territorio.
Proprio per questo penso che la Tuscia abbia un enorme potenziale turistico ancora in parte inesplorato. Il Cammino dei 3 Villaggi può rappresentare il cuore di un itinerario più ampio, capace di unire trekking, archeologia, borghi storici, enogastronomia e natura. Dalle necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri ai paesaggi del Lago di Bolsena, fino ai borghi della Tuscia viterbese, le possibilità sono davvero numerose.
Se stai pensando di organizzare un viaggio in questa regione o vuoi trasformare il Cammino dei 3 Villaggi in un'esperienza di più giorni costruita su misura per i tuoi interessi, sarò felice di aiutarti a progettare il tuo itinerario.
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