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Questo articolo è stato realizzato nell'ambito del project work del modulo Comunicazione & Digital Storytelling dei corsi e master di Accademia Creativa Turismo. |
La crociera sul Nilo è una di quelle esperienze turistiche tanto ambite e di cui tanto si sente parlare: tombe, piramidi, deserto e dromedari. Ma com’è davvero un viaggio sul Nilo?
Sono Vanessa Giari, una travel designer ed aspirante travel photographer e ti racconterò la mia esperienza in Egitto!
Prima di partire non sapevo bene cosa aspettarmi oltre le immagini da cartolina e il caldo (e sicuramente il caldo c’era). È stato un viaggio di scoperte, un paese che è riuscito a raccontarsi lentamente, tappa dopo tappa, anche nei momenti e nei posti più inaspettati.
Probabilmente cercavi un itinerario, una guida o consigli su posti da visitare, ma se vuoi fare una crociera sul Nilo lascia che ti mostri cosa ti aspetta davvero: le emozioni, i dettagli e le atmosfere che una brochure non potrà mai raccontarti.
Crociera sul Nilo: il viaggio dalla nave
Benvenut* in Egitto! Dopo un primo incontro con lo sport estremo della guida automobilistica Egiziana, arriverai alla tua nave da crociera, che ti accompagnerà tra templi, villaggi e tramonti.
Le immagini del fiume
Tutti parlano delle tappe, alcuni delle feste e della piscina, pochi parlano del viaggio.
Passavo ore in terrazza a guardare il fiume scorrere lento, in un silenzio riempito solo dal rumore dell’acqua e dal brusio delle poche persone che, come me, sfidavano il caldo pur di non perdersi un attimo delle storie che il Nilo aveva da raccontare.
Osservavo le rive che mi scorrevano davanti come se fosse la trama di un film, senza mai stancarmi e senza accorgermi del tempo che passava. Guardavo i bufali immersi nel fiume, le capanne di legno affacciate sulla riva e i pescatori lontani gettare le reti dalle loro barchette. Mi chiedevo quale fosse la loro storia… e come facessero a non collassare dal caldo.
Poi arrivava il tramonto. Confermo tutti i meravigliosi cliché: l’arancione del cielo ed il sole che spariva prima dietro le palme, poi dietro il panorama di città distanti, fino a sparire nei riflessi dell’acqua.
Anche se ammetto che anche la pizza pomeridiana e i drink al mango non erano male
I sussurri del Nilo
Mi addormentavo e mi svegliavo con il Nilo.
Ricordo le notti in navigazione: le tende rimanevano aperte e io lottavo per non dormire. Continuavo a guardare il fiume scorrere dalla vetrata accanto al letto, così vicino che mi sembrava quasi di toccarlo. Volevo rimanere immersa in quella pace più a lungo possibile, cullata dal fiume fino a crollare.
Mi svegliavo al mattino con il luccichio del sole specchiato sull’acqua, il fruscio delicato del fiume e i canti di preghiere in lontananza che si diffondevano nel porto.
Luxor: oltre la Valle dei Re
Luxor è una delle tappe più emblematiche del viaggio, carica di aspettative ed anticipazione.
È definita come il museo all’aperto più grande del mondo, e nonostante la calca di turisti e cani randagi distesi un po’ ovunque, riesci ancora a percepire i mormorii dell’antica Tebe risuonare tra templi, geroglifici e tombe. Sembra di entrare in una storia così lontana da provenire da un altro mondo, avvolta da segreti che non ti appartengono e che finiscono quasi per toglierti il fiato.
La Valle dei Re fa sicuramente da protagonista, un luogo che trasmette la sua imponenza anche solo attraverso il suo nome.
Luxor però ha continuato a rivelarsi anche fuori dalle sue tombe, attraverso le mani esperte degli artigiani di alabastro e viali di colonne che sembravano infiniti.
Il tempio di Karnak
Definirlo “tempio” in realtà è estremamente riduttivo.
Karnak è infatti un enorme complesso templare che ha continuato a crescere per secoli, faraone dopo faraone, diventando un intreccio di cortili, templi e centinaia di colonne. Ammetto di essermi persa almeno un paio di volte, ma credo che il mio scarsissimo senso dell’orientamento non abbia aiutato.
Quelle colonne si estendevano come una foresta, e più mi addentravo, più piccola mi sentivo. Mi orientavo cercando gli obelischi che spuntavano lontani tra i corridoi e i raggi di sole, e improvvisamente mi sentivo riportata indietro di millenni.
Fuori dalle tombe, non erano più i segreti degli antichi faraoni a farsi sentire, ma la presenza silenziosa degli dei.
Assuan: una città narrata dal Nilo
Se Luxor racconta la storia del Nilo, Assuan ne racconta il presente.
Qui il fiume si anima più che mai tra il continuo via vai di barche, turisti e feluche, Assuan sembra scorrere e vivere sull’acqua piuttosto che sulle sue rive.
Eppure la nave non sembra accelerare, anzi. Le onde si fanno quasi più dolci e il tempo sembra rallenare tra i rumori sordi del porto. In alcuni momenti si fermava del tutto e avevo la sensazione che il mondo fosse racchiuso tra quelle banchine.
Mi sentivo a casa tra le acque di una città che neanche conoscevo e che sicuramente non mi aspettavo.
Il tempio di Philae
Ad Assuan anche i templi sembrano appartenere al fiume.
La visita al Tempio di Philae non comincia al suo ingresso ma, ancora una volta, dal viaggio. Una navigazione lenta tra barche, isolotti e scorci limpidi.
Il tempio appare quasi per caso, illuminato dal sole sembra far da guardiano a quel senso di pace ormai familiare.
La sera rompe il silenzio con lo spettacolo di suoni e luci. Le pareti si coprono di ombre e si tingono di rosso in scene tanto suggestive quanto a tratti inquietanti.
Escursione sul Nilo: i colori del deserto
Questo è stato un pomeriggio inaspettato proposto dalla guida. “Se volete ho un bellissimo tour all’interno del Nilo”. E via, a bordo dell’ennesima barca… È il momento di ammettere che a me le barche non piacciono.
Eppure ogni attracco era un nuovo volto di un fiume che ormai pensavi di conoscere.
Il deserto sul Nilo
Il porto di Assuan era ormai lontano e a fare strada c’erano solo canneti, cespugli nell’acqua e uccelli meravigliosi, che ho disperatamente cercato di fotografare con una discreta dose di insuccesso.
Il Nilo si faceva sempre più intimo e nascosto, come se stesse per svelare un segreto. Piano piano le rive sono diventate deserto. Le dune, improvvisamente piene di bagnanti e dromedari, sembravano cadere a strapiombo nell’acqua in un clima di festa e spensieratezza. Mi sentivo quasi un’intrusa.
Sono rimasta sulla sabbia, sconfitta da pensieri e battaglie nate ben lontane da lì. Guardavo mia madre e mia sorella ridere nel fiume, come se lo abitassero anche loro.
Il villaggio nubiano
Il villaggio nubiano spunta quasi urlando e l’oro del deserto si tinge di colori così saturati da essere accecanti.
Case, scale e terrazze di tutte le forme, incastrate tra di loro in modo quasi casuale. Quelle tinte vivaci si riflettevano sul fiume come un invito ad entrare, custodendo le tradizioni di una delle comunità più antiche dell’Africa. Camminavo in quel labirinto di colori incuriosita combattendo la voglia di sbirciare dietro ogni porta, fino a che una non si è effettivamente aperta.
La guida ci ha portato all’interno ad una casa tradizionale e lo spettacolo sembrava quasi più bello dentro che fuori. Ancora una volta, mi sarei persa tra archi, porte e cortili. Dopo un’esposizione di coccodrilli, che purtroppo non ho apprezzato, è arrivato il momento del tè. Su quella terrazza sospesa tra il fiume e il deserto, io mi sentivo sospesa in un mondo di fantasia.
Le grandi piramidi: dall’alto dei millenni
Con il Nilo e la nave ormai lontani, i piedi tornano sulla terra ferma per le grandi tappe del viaggio.
Dai gradoni di Saqqara, all’eleganza di Giza, le emozioni sembravano crescere insieme alle piramidi. Il fiato si fa di nuovo corto come nelle tombe di Luxor, in attesa di alcuni dei simboli più celebri e misteriosi della storia umana.
Le grandi piramidi di Giza
Mi sono sentita insignificante, schiacciata dal peso della loro storia e della loro grandezza difficile da comprendere. Un po’ le capisco le persone che credono siano state costruite dagli alieni.
Le sentivo quasi vibrare, come se i segreti al loro interno fossero ancora più grandi, e dopo millenni sotto le pietre stessero continuando a cercare una via di fuga.
Purtroppo a tratti la magia scompare tra carretti, cavalli non consensienti e turisti incuranti che cercano il selfie. Eppure anche quei momenti invadenti hanno preso forma dall’alto.
Su una terrazza lontana in mezzo al deserto, le piramidi di Giza apparivano solenni, per quanto lontane continuavo a percepirne la loro imponenza. I carretti dei turisti sembravano antiche carovane lontane millenni, il deserto era tornato silente, ed io avevo smesso di cercare risposte.
Il Cairo: uno sguardo dietro le piramidi
Il Cairo è spesso sinonimo di musei e di piramidi e, seppur rispettando ogni aspettativa, ho scoperto che la sua vita non si ferma alla sua storia, ma si fa quasi più forte ed intensa tra le sue strade.
Per tutto il viaggio, ho guardato l’Egitto sfrecciare dal finestrino, le vie sembravano nascondere racconti di persone che riuscivo a raggiungere solo attraverso il loro passato. Attendevo i tragitti in macchina tanto quanto i monumenti stessi.
Finalmente il finestrino si era abbassato, mentre mi perdevo nelle strade del Cairo.
Le strade oltre Khan el-Khalili
Il primo passo è stato dentro il grande bazaar di Khan el-Khalili, il più noto mercato d’Egitto, tanto caotico quanto radioso.
Tra botteghe traboccanti, turisti accalcati e venditori invadenti in cerca di affari, le strade brillavano avvolte di oro e centinaia di lanterne. A volte era difficile capire quali fossero cianfrusaglie e quali tesori, ma dopo impegnative contrattazioni, gli affari gli ho fatti anch’io… credo.
È solo più tardi però che ho sentito di aver davvero raggiunto quelle strade che guardavo dal finestrino, a pochi passi dall’eccentrico bazar, nel cuore del Cairo Islamico: Al-Muizz Street.
In una delle sue vie più antiche e storiche Il Cairo mostra il patrimonio del suo passato e vive il ritmo del suo presente. Palazzi storici, moschee e architettura islamica si alternavano a botteghe, negozi e famiglie, mentre turisti avevano lasciato spazio a chi quelle strade le abitava davvero. La frenesia incontrollata del mercato si era trasformata in cuore pulsante di vita quotidiana.
Finalmente ero uscita dalla macchina e quelle strade le vivevo anche io tra sorrisi scambiati con i commercianti, chiacchiere improvvisate con il ragazzo che mi ha venduto i profumi e abitanti sorpresi che mi chiedevano una foto donandomi cinque minuti di fama ingiustificata.
E così ho salutato l’Egitto, immersa nelle sue vie e nelle storie della sua gente.
Prima di partire: cosa sapere e cosa aspettarsi
Che documenti mi servono per entrare in Egitto?
Per entrare in Egitto sono necessari:
- passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio, con almeno 6 mesi di validità residua
- visto turistico, acquistabile online o direttamente in aeroporto
- due fototessere, se si viaggia con la carta d’identità.
Qual è il periodo migliore per un viaggio in Egitto?
I mesi migliori sono generalmente da ottobre a marzo, da evitare i mesi estivi per temperature eccessive. Io sono stata a fine settembre, faceva ancora piuttosto caldo ma è un’ottimo periodo se si vuole evitare l’alta stagione invernale.
A cosa bisogna stare attenti in Egitto?
Affrontiamo subito le cose importanti: fate attenzione all’acqua. Se volete evitare spiacevoli pomeriggi di malessere, state lontani da quella del rubinetto e utilizzate esclusivamente acqua in bottiglia, anche per lavarvi i denti. Evitate anche cibi come insalate fresche e frutta già lavata, che potrebbero essere state sciacquate con acqua non potabile.
Molti si preoccupano della sicurezza, io sinceramente non mi sono mai sentita in pericolo, anzi, ma è sempre buona norma evitare zone isolate, soprattutto nelle ore serali, e mantenere le solite precauzioni di viaggio… e di vita.
Spesso verrete assaliti da venditori, commercianti e bambini che chiedono l’elemosina. A meno che non vogliate davvero comprare qualcosa, la miglior cosa da fare purtroppo è ignorarli, si creano dei veri e proprio gruppi di assalto a volte. E quando volete acquistare qualcosa ricordate: contrattare fino allo sfinimento.
Cosa posso vedere in un Viaggio in Egitto?
In questo articolo vi ho mostrato il mio viaggio e la mia esperienza. Se state cercando di organizzare la vostra vacanza e volete un itinerario con tappe e consigli pratici, trovate tutto in questo articolo: Cosa vedere in Egitto in 7 giorni