Barche in legno sulla riva panoramica del Lago Atitlan

A cura di Barbara Gatto

Viaggio nel Guatemala più autentico: dal Lago Atitlàn a Nuevo Horizonte

Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del project work del modulo Comunicazione & Digital Storytelling dei corsi e master di Accademia Creativa Turismo.

Se stai cercando luoghi imperdibili per un viaggio nel Guatemala più autentico, che vada oltre le tappe tradizionali, sei nel posto giusto. Sono Barbara Gatto, Travel Designer, e amo realizzare viaggi su misura fatti di incontri ed esperienze genuine. In questo articolo scoprirai territori dove le Comunità Maya mantengono vive le loro più antiche tradizioni e percepirai quanto può essere forte lo spirito comunitario.

Il Lago Atitlan e la Comunità Maya

Il Lago Atitlàn è una tappa frequente in Guatemala, ma spesso i viaggiatori gli dedicano solo un breve passaggio rinunciando ad una vera immersione nel cuore della Comunità Maya che risiede in questa zona.

I luoghi principali sul Lago Atitlàn

Fedeli e fiori colorati sulle scalinate della Chiesa di Santo Tomas a Chichicastenango

Prima di arrivare sul Lago Atitlàn è immancabile una visita al Mercato di Chichicastenango, famoso per i colori e la sua atmosfera. Il mio suggerimento è di iniziare dalla Chiesa di Santo Tomas all’ingresso del mercato, uno dei simboli più profondi del sincretismo religioso presente in Guatemala.

Nel mio viaggio, proprio qui ho iniziato a percepire le prime sensazioni che mi avrebbero accompagnato nei giorni successivi, non solo per la moltitudine di colori del mercato ma per la forte spiritualità che si percepiva a Santo Tomas.

Con una barca si raggiunge Santiago Atitlàn, che è la base perfetta per una sosta di alcuni giorni sul Lago. È’ il luogo dove la cultura Maya rimane più viva e forte. A Santiago potrete vivere a pieno questa cultura, ricavando del tempo per visitare anche gli altri villaggi più noti (ma più turistici), come San Marcos La Laguna o Santa Catarina Palopò.

Santiago Atitlàn tra spiritualità e rapporto con la natura

A Santiago Atitlàn si rimane incantati dalla forte spiritualità Maya e dal legame con le antiche tradizioni. L’influenza del calendario Maya, la presenza dei Nahual, qui non sono specchietti per turisti ma elementi che tuttora determinano l’essere di ogni persona. Io ho avuto la possibilità di partecipare ad una cerimonia Maya, un’esperienza fortissima anche per chi, come me, è molto razionale!

Nei giorni passati lì, mi ha stupito il fortissimo rapporto con la natura di questa Comunità. Gli effetti dei lunghi anni di guerra civile e la vita in uno Stato politicamente complesso, hanno determinato una forte consapevolezza di quanto sia vitale la natura come fonte di risorse preziose. Qui tutto ciò che ha un valore per l’ecosistema viene spontaneamente rispettato e tutelato. Ricordo chiaramente questo legame speciale con la terra nei racconti dei lavoratori delle piantagioni di caffè o di tulle, o nel tempo trascorso con i pescatori.

Pescatori sul Lago Atitlan illuminato dai suggestivi colori del tramonto

A piedi fino alla vetta del Vulcano Atitlàn: trekking di un giorno

Una presenza dominante sul Lago è il Vulcano Atitlàn. Il Guatemala è ricco di vulcani e non è inusuale dedicarvi una giornata di trekking fino alla vetta, ma i turisti prediligono destinazioni più semplici come San Pedro. Il trekking richiede un certo impegno con i suoi 3.500mt di altezza (2.000 di dislivello), ma arrivando preparati è possibile vivere questa esperienza unica.

Escursionista a braccia aperte sulla cima del vulcano ammirando le nuvole dall'alto
Gambe di escursionisti sdraiati a riposare sulla terra scura della cima vulcanica

Come organizzarsi e cosa portare per un trekking sul Vulcano

Per salire (e scendere) in un giorno, occorre partire molto presto: dall’inizio del sentiero fino alla vetta occorrono circa 6 ore e 4 ore e mezza per il ritorno ma, vi assicuro, ne vale la pena. La salita è continua ma non troppo ripida, e si percorre senza particolari difficoltà, anche se ricordo che all’inizio mi ci è voluto un po’ per trovare il giusto ritmo. Negli ultimi km, dove la vegetazione lascia il posto al terreno tipicamente vulcanico, vi aspettano quasi 2h di salita piuttosto impegnativa. Posso dirvi però che, una volta arrivati in alto, la fatica è più che ricompensata, a me da lassù sembrava di volare!

Per chi è abituato a camminare ed è in buone condizioni fisiche, il trekking è impegnativo ma assolutamente fattibile. Ecco cosa portare: acqua e cibo ovviamente, e scarpe da trekking; una torcia frontale (si parte la mattina presto); abbigliamento a strati perchè può far freddo soprattutto la mattina ed in cima.

Vivere l’esperienza sul Vulcano con una guida locale

La guida locale nella mia esperienza ha dato alla giornata un valore aggiunto unico. La guida non è importante solo per ragioni di sicurezza, ma per il modo con cui può farvi vivere questa esperienza a contatto con chi quel percorso lo fa da anni e può raccontare storie e sensazioni uniche. Come già detto, il rapporto con la natura qui è speciale e durante il percorso potrai assaporarlo ancora. Ricordo di come Pedro ed Esteban ci parlarono di uno degli alberi incontrati lungo il sentiero, che per loro era stato un amico e alleato quando su quel vulcano ci salivano durante la guerra.

Un consiglio extra: la cooperativa Nuevo Horizonte

Lasciamo il Lago Atitlàn per raggiungere un posto speciale che ci porta verso nord. Sto parlando della cooperativa Nuevo Horizonte, creata da un gruppo di ex-combattenti.

A contatto con gli ex combattenti delle Forze Armate Ribelli (FAR)

Insegna colorata della Cooperativa di Turismo Solidale Nuevo Horizonte con sedute in legno

A Nuevo Horizonte, dopo anni da combattenti nelle FAR, un gruppo di uomini e donne ha ottenuto questo territorio che non rappresenta solo una fonte di sostentamento, ma un luogo dove la vita sembra lontana dalle difficoltà (e ingiustizie) che gli ex-combattenti affrontano dopo i lunghi anni di guerra. Rientrando in Italia ho pensato tante volte a quella realtà, realizzando come quella forza collettiva, conseguenza di anni di guerra, fosse difficilmente riscontrabile in maniera così decisa in un Paese dove la vita è più agiata.

Il modo migliore per vivere questa esperienza è trascorrere una notte nella selva, nella quale ascoltare i racconti degli anni di guerra in cui quella selva è stata per le persone una “casa” ed una difesa. Lì dormirete come erano soliti fare in quel periodo. Che strano ascoltare come venivano montate allora le tende/amache con tecniche che, in caso di necessità, consentivano una rapida fuga.

Volontariato presso la cooperativa

Se siete arrivati fin qui sarete sicuramente affascinati dalla storia e dalla vita di questa comunità. Se avete il tempo, potete fermarvi lì per un periodo di volontariato presso la cooperativa, un’esperienza che può lasciarvi sensazioni indimenticabili.

Dopo tanti anni di turismo più tradizionale, il Guatemala nel 2018 mi ha fatto scoprire un modo di viaggiare nuovo e molto più autentico, che ho poi cercato in tutti i miei viaggi successivi. Per questo, come travel designer, cerco di tradurre questa visione creando viaggi che possano davvero far vivere qualcosa di profondo e capace di restare nel tempo.