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OSSERVATORIO TURISMO ACT • Travel Design & Professioni

Posso davvero lavorare nel turismo senza esperienza?

Orientarsi, crescere e lavorare nel turismo: nasce una newsletter per chi vuole capire se il turismo può diventare una possibilità professionale concreta.

LA NOTA DEL DIRETTORE

Benvenuti in Travel Design & Professioni

In oltre vent’anni di attività nel settore della formazione turistica, questa è probabilmente la domanda che abbiamo ascoltato più spesso:

“Posso davvero lavorare nel turismo senza esperienza?”

Una domanda alla quale abbiamo sempre cercato di rispondere in modo concreto, andando oltre gli slogan e le promesse facili.

Osservando il mondo del turismo, c’è infatti un elemento che salta subito all’occhio: la straordinaria eterogeneità dei percorsi professionali delle persone che vi lavorano.

Accanto a chi proviene da studi specifici sul turismo, troviamo laureati in discipline molto diverse, professionisti provenienti da altri settori, persone che hanno trasformato una passione in una nuova opportunità professionale o che hanno scelto di affiancare al proprio lavoro un’attività collegata al mondo dei viaggi.

Quella che rappresenta una delle più grandi ricchezze del turismo diventa però, per chi desidera entrarvi, anche una fonte di incertezza.

Se le strade possibili sono tante, quale sarà quella giusta per me?

Ho davvero le caratteristiche per lavorare in questo settore?

Analizzando le storie delle persone che incontriamo ogni settimana agli Open Day, scopriamo spesso che il turismo è già presente nel loro percorso.

A volte attraverso esperienze lavorative nella ristorazione, nell’accoglienza o nel contatto con il pubblico.

In altri casi attraverso una passione coltivata per anni, che oggi viene vista come una possibile opportunità di cambiamento, di integrazione professionale o semplicemente come un modo per dare forma concreta all’interesse per il viaggio e per le relazioni con le persone.

Anche le imprese turistiche conoscono bene questa realtà. Sanno che gran parte dei nuovi operatori non arriva necessariamente da percorsi lineari e che la formazione continua a svolgere un ruolo fondamentale nel trasformare l’interesse in competenza professionale.

Oggi più che mai, la sfida consiste nel ridurre la distanza tra apprendimento e lavoro.

Per questo motivo la formazione non può limitarsi a trasferire conoscenze teoriche, ma deve avvicinare il più possibile le persone agli strumenti, ai processi e alle modalità operative utilizzate quotidianamente nelle imprese turistiche.

Nasce anche da queste riflessioni Travel Design & Professioni , uno spazio dedicato a chi vuole comprendere meglio il turismo contemporaneo, le sue professioni e le opportunità che questo settore può offrire.

Buona lettura.

Maurizio Di Marco

Direttore Accademia Creativa Turismo

ARTICOLO PRINCIPALE

Posso davvero lavorare nel turismo senza esperienza?

Negli ultimi Open Day abbiamo ricevuto domande da una laureanda in sociologia, da un giovane content creator, da neolaureati provenienti dai più diversi percorsi di studio, da una mamma che cerca un’attività da svolgere online, da una guida turistica, da una dipendente delle Ferrovie dello Stato e da una professionista che, a 57 anni, sta valutando un cambiamento.

Pur partendo da situazioni molto diverse, tutte queste persone ci stanno ponendo la stessa domanda:

“Posso davvero costruire qualcosa nel turismo?”

Oppure, più semplicemente:

“Posso davvero lavorare nel turismo senza esperienza?”

La risposta breve è sì.

La risposta completa richiede però qualche approfondimento.

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Il primo equivoco

Molti pensano che lavorare nel turismo coincida con pochi ruoli conosciuti e per i quali avvertono una particolare attrazione.

Nella realtà, il turismo offre una grande varietà di percorsi professionali che possono adattarsi alle caratteristiche, alle competenze e alle aspirazioni delle persone.

Esistono ruoli operativi che consentono di far funzionare la complessa macchina organizzativa che sta dietro a un viaggio.

Figure che si occupano delle prenotazioni, della gestione dei servizi, dell’assistenza ai clienti prima, durante e dopo l’esperienza di viaggio.

Esistono professionisti che aiutano il viaggiatore a individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, così come figure specializzate nella progettazione di itinerari e di esperienze personalizzate.

Troviamo poi il mondo della programmazione turistica, del marketing, della comunicazione e delle attività commerciali tipiche dei tour operator e delle imprese turistiche.

Per questo motivo, il primo passo non consiste nel chiedersi se si può lavorare nel turismo, ma nel comprendere quale ruolo possa valorizzare meglio le proprie caratteristiche personali e professionali.

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Il secondo equivoco

Molti immaginano che le aziende assumano esclusivamente persone già esperte.

In realtà, gran parte degli operatori turistici lamenta oggi una crescente difficoltà nel reperire personale preparato e motivato.

Questo non significa che l’esperienza non sia importante. Significa però che esistono numerosi ruoli di ingresso che permettono di costruire gradualmente competenze e autonomia professionale.

Le imprese turistiche sono generalmente organizzate per accogliere nuove risorse e accompagnarle nella crescita professionale.

Il lavoro si svolge quasi sempre in team e questo facilita l’affiancamento a colleghi più esperti che trasferiscono conoscenze, procedure e metodo di lavoro.

Dalla nostra esperienza possiamo affermare che una buona maturità professionale si raggiunge spesso già entro i primi due anni di attività.

Esiste però un momento che tutti ricordano molto bene: la prima alta stagione.

È lì che si impara a lavorare con ritmi sostenuti, a gestire la pressione, a coordinarsi con il gruppo e a trovare rapidamente soluzioni ai problemi che inevitabilmente si presentano. È una vera palestra professionale che contribuisce a trasformare las conoscenze in esperienza.

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Il ruolo della formazione

A questo punto potrebbe nascere una domanda legittima:

Se le aziende sono abituate a inserire nuove risorse e a farle crescere, quale ruolo svolge allora la formazione?

La nostra esperienza ci ha portato a una convinzione molto semplice: la formazione non sostituisce l’esperienza, ma può accelerarla enormemente.

Per questo motivo crediamo che un percorso formativo efficace debba alternare momenti di acquisizione delle conoscenze a momenti di applicazione pratica.

Le conoscenze servono a costruire le categorie concettuali attraverso cui leggere il settore.

La pratica serve invece a trasformare quelle conoscenze in competenze.

Da anni utilizziamo internamente un’espressione che descrive bene questo approccio: realismo didattico.

Significa apprendere utilizzando strumenti, procedure e modalità operative il più possibile simili a quelle presenti nelle imprese turistiche.

Non limitarsi a studiare come funziona il settore, ma sperimentarlo concretamente attraverso esercitazioni, simulazioni e attività laboratoriali.

La formazione dovrebbe inoltre aiutare le persone a sviluppare pensiero critico: riflettere su ciò che si fa, analizzare i risultati, immaginare scenari diversi, mettere alla prova le proprie idee e accogliere punti di vista differenti.

In fondo, il pensiero critico nasce dalla capacità di porsi domande.

Ed è proprio da una domanda — “Posso davvero lavorare nel turismo senza esperienza?” — che siamo partiti in questo primo numero.

PROFESSIONE DEL MESE

Booking & Operations Specialist

Se dovessimo indicare una delle professioni più importanti per chi desidera entrare nel mondo del turismo, probabilmente sceglieremmo proprio il Booking & Operations Specialist.

Questa convinzione nasce soprattutto dall’esperienza diretta maturata negli anni collaborando con tour operator, agenzie di viaggio e imprese turistiche di diversa dimensione.

Il Booking & Operations Specialist opera generalmente all’interno dei reparti booking dei tour operator e rappresenta il punto di collegamento tra chi vende il viaggio e chi eroga concretamente il servizio.

Più in generale, possiamo considerarlo una figura chiave in tutte quelle organizzazioni che devono coordinare richieste, disponibilità e conferme tra più soggetti coinvolti nella costruzione dell’esperienza di viaggio.

Per questo motivo il booking rappresenta spesso uno dei migliori punti di ingresso nel settore turistico.

Accanto agli aspetti tecnici, esiste però una seconda dimensione che spesso fa la differenza: quella relazionale.

Gestire richieste urgenti, affrontare disponibilità che cambiano rapidamente, supportare le agenzie di viaggio nei momenti di maggiore pressione operativa, mantenere un atteggiamento propositivo anche nelle situazioni più complesse richiede capacità di ascolto, flessibilità, problem solving e una comunicazione efficace.

Per questo motivo il booking viene spesso considerato una vera palestra professionale.

Le competenze sviluppate in questo ruolo aprono successivamente numerose opportunità di crescita: coordinamento operativo, product management, ruoli commerciali come Key Account Manager, fino a posizioni manageriali all’interno delle imprese turistiche.

Ogni settimana ACT organizza Open Day gratuiti dedicati a chi desidera comprendere meglio le professioni e le opportunità del turismo.

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