Vista dal basso dell'imponente castello medievale di Rocca Calascio nel Parco Nazionale del Gran Sasso in Abruzzo
A cura di Chiara Papa

Cosa vedere in Abruzzo:
da Rocca Calascio alla Valle dell’Orfento

Nota Editoriale: Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del project work del modulo Comunicazione & Digital Storytelling dei corsi e master di Accademia Creativa Turismo.

Cosa vedere in Abruzzo, da Rocca Calascio alla Valle dell’Orfento.
Se ami la natura selvaggia, allora questa mini-guida fa al caso tuo!

Ciao, sono Chiara Papa, travel designer specializzata in viaggi naturalistici e in questo articolo ti guido tra il caratteristico borgo di Rocca Calascio e i canyon delle Gole del Sagittario e della Valle dell’Orfento, svelandoti i segreti per visitare queste mete iconiche dell’Abruzzo.

Rocca Calascio: il castello del Gran Sasso

Le maestose rovine in pietra bianca del Castello di Rocca Calascio arroccate a 1520 metri di altitudine sotto un cielo sereno

Il nostro viaggio inizia da uno dei Luoghi più visitati d’Abruzzo. Qui il vento sembra sussurrare storie antiche. Inserita dal National Geographic “tra i 15 castelli più belli del mondo”, Rocca Calascio si trova a 1520 metri d’altitudine dominando il Gran Sasso. Quando si arriva quassù, il silenzio è così denso che pare di toccarne la storia ed è stato proprio il silenzio a colpirmi di più, perchè mi ha permesso di godere al meglio della bellezza senza tempo del paesaggio. Nata intorno all'anno 1000 come torre, fu Antonio Piccolomini nel 1480 a regalarci questa fortezza come la conosciamo oggi, ricostruendo anche il borgo dopo il sisma del 1461.

Rocca Calascio, tra set cinematografici e curiosità

Ampio panorama delle colline brulle e incontaminate del Parco del Gran Sasso visibili dall'alto della Rocca

Il fascino selvaggio della Rocca rapisce l’anima, non solo la mia. Rocca Calascio è diventata set di alcuni film cult:

Ladyhawke nel 1985. Per girare un film su falchi e lupi non poteva esistere luogo più adatto. La storia di due amanti che non possono vivere il loro amore a causa di una maledizione che trasforma Navarre (Rutger Hauer) in lupo ogni notte e Isabeau (Michelle Pfeiffer) in un falco di giorno.

Il nome della rosa nel 1986. Molte scene esterne con Sean Connery sono state girate proprio in questo luogo, sfruttando l'atmosfera cupa e medievale del Gran Sasso.

The american nel 2010 con George Clooney. Il film è ambientato tra Castel del Monte e Castelvecchio Calvisio, ma la Rocca fa sempre la sua comparsa sullo sfondo.

Come arrivare alla Rocca: consigli utili

La travel designer Chiara Papa in tenuta estiva da trekking ai piedi della suggestiva fortezza di Rocca Calascio

In alta stagione la strada per la Rocca è chiusa al traffico. Si sale a piedi o in navetta, pagando 4 euro a/r, dal Borgo di Calascio.

Il periodo dell’alta stagione coincide con i mesi estivi, il Borgo viene preso d'assalto e la salita, di 30 minuti circa, può diventare faticosa a causa del caldo intenso.

Uno dei miei errori è stato salire per le ripide vie del Borgo, proprio nel periodo estivo, ricordo ancora il caldo torrido e la fatica nel salire.

Se programmate una visita nei mesi estivi consiglio di raggiungere la Rocca con il recente servizio navetta. Se cercate una connessione autentica, scegliete aprile, giugno o ottobre: il trekking richiede scarpe tecniche per via del suolo scivoloso, ma la pace ripagherà ogni sforzo.

Gole del Sagittario: un canyon nel cuore d’Abruzzo

Meraviglioso scorcio paesaggistico del fiume dalle sfumature smeraldo incorniciato da un porticato storico in pietra
Dettaglio mozzafiato delle placide acque turchesi del fiume Sagittario immerse nella rigogliosa vegetazione del canyon

La seconda tappa ci porta tra Villalago e Cocullo. Questa riserva è un paradiso per il trekking.

Questo canyon è il mio rifugio preferito, un paradiso dove il fiume Sagittario ha scolpito scenari che tolgono il fiato. È un ambiente selvaggio e vario: passerete dal fascino di rupi e ghiaioni alla frescura del bosco di fondovalle. Salendo di quota, il paesaggio cambia ancora, aprendosi su faggete e praterie d'alta quota che tolgono il fiato.

È un viaggio lento, un’immersione in un ecosistema fragilissimo. Quello che mi ha colpito di questo luogo è stata l’incredibile varietà paesaggistica.

I sentieri delle Gole

Tra i sentieri che si snodano nelle gole i più conosciuti sono:

Anello delle Gole. Percorrendo i sentieri 18 e 19 dalle sorgenti di Cavuto al caratteristico borgo medievale di Castrovalva, ritornando poi alle sorgenti. La discesa nella seconda metà del sentiero 19 presenta tratti impegnativi.

Il sentiero n.15 lungo il fiume Sagittario dalle sorgenti di Cavuto al Ponte delle Fornaci con un percorso semplice e pianeggiante, che consiglio per la mia esperienza, se decidete di intraprendere la visita nel periodo estivo.

Sentiero n.17 Anversa degli Abruzzi (percorso ad anello), uno dei più selvaggi.

Flora e fauna nelle Gole del Sagittario

Avvistamento ravvicinato di una bellissima oca selvatica che passeggia tranquilla lungo un sentiero in terra battuta della Riserva

Le Gole sono un vero scrigno botanico. Qui ho visto il raro Fiordaliso del Sagittario sfidare la roccia, insieme alla Campanula cavolinii. Molte di queste specie sono protette da leggi rigorose per evitarne la scomparsa.

Se restate in ascolto, tra le acque cristalline delle Sorgenti del Cavuto potreste scorgere e sentire il guizzo della rara trota appenninica, mentre l'orso e il lupo si muovono invisibili tra i faggi.

Tra la fauna protagonista è il Picchio muraiolo, simbolo della Riserva, ma alzando lo sguardo potrete avvistare l'aquila reale e il falco pellegrino.

Cosa vedere in Abruzzo: Valle dell’Orfento

Straordinaria parete rocciosa verticale scolpita dallo scorrere dei torrenti e ricoperta di muschio verde brillante nella Valle dell'Orfento

La nostra terza tappa ci conduce nella Valle dell’Orfento il Canyon della Majella. Da Caramanico Terme partono i sentieri che l’attraversano. Il paesaggio va dai boschi di querce e faggi e sale fino ai 2000 metri, dove resistono il pino mugo e la rarissima stella alpina.

Per me, questo luogo è il simbolo della biodiversità: l'emozione di incrociare lo sguardo di un cervo è indescrivibile. Se ami gli animali, qui sei nel posto giusto: Ci sono percorsi per ogni gamba, tra torrenti e fitti boschi, da esplorare in autonomia o con guide locali.

Registrazione Valle dell’Orfento: come e dove farla (obbligatoria)

Acqua limpidissima e piccole rapide che scorrono tra i sassi levigati e i ciottoli bianchi all'interno della lussureggiante Valle dell'Orfento

Per accedere ai sentieri della Valle è obbligatoria la registrazione gratuita presso il Centro Visite di Caramanico Terme. Il Centro è aperto tutto l'anno dalle 9 alle 13, con orari prolungati in estate: fino alle 19 dal 15 giugno e orario continuato (8-19) nel picco di agosto. L'unica chiusura è a Natale.

Anche se il Centro ha orari precisi, una volta registrato puoi goderti i sentieri della Valle quando vuoi, senza vincoli di orario.

I percorsi più belli: dal sentiero delle Scalelle al Ponte del Vallone

Dettaglio di un pittoresco scivolo d'acqua naturale e piccole cascatelle incastonate tra enormi rocce nella penombra della gola del fiume

Ecco i migliori sentieri della Valle dell'Orfento, dai più semplici ai più wild:

Scalelle: il classico per tutti, super consigliato dalla sottoscritta, praticabile anche dai bambini. 4 km tra passerelle in legno e cascate (1 ora).

Ponte del Vallone: anello suggestivo di 8 km tra boschi e gole (3 ore).

Ponte della Pietra ed Eremo di Sant’Onofrio: 16 km per esperti, con un pizzico di adrenalina su roccia attrezzata (6 ore).

Eremo di San Giovanni: partenza da Decontra. Impegnativo ma unico: l'eremo è scavato nella roccia (8 ore).

Anello di Decontra: 11 km di panorami pazzeschi sulla Majella e borghi in pietra (5 ore).

In conclusione

Esplorare l’Abruzzo naturalistico è un’esperienza immersiva: si va dal silenzio delle Gole del Sagittario, alla maestosità senza tempo di Rocca Calascio, ogni chilometro racconta bellezza selvaggia. Camminando lungo i sentieri della Valle dell’Orfento, ho imparato che il segreto per vivere davvero questi luoghi è saperne interpretare i ritmi e rispettarli. Ogni sentiero, ogni chilometro percorso, mi ha insegnato, che il viaggio più bello è quello che ti connette alla terra. Se vuoi vivere un’avventura simile, un viaggio d’immersione nella natura con ritmi lenti, evitando gli errori più comuni, ho preparato qualcosa per te. Iscriviti alla newsletter, per ricevere la mia guida esclusiva. Troverai mappe dettagliate, consigli logistici e itinerari personalizzati, per rendere il tuo viaggio indimenticabile.